La ventunesima edizione della rassegna Traiettorie, una delle
principali iniziative italiane nell'ambito della musica contemporanea
(e come tale riconosciuta a livello internazionale), ancora una
volta è stata realizzata senza alcun contributo da parte
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
I componenti della Commissione Consultiva Musica - costituita
dai signori Umberto Scarpetta, Antonino Marcellino, Antonio Frigè,
Vincenzo De Paola, Piero Rattalino, Marco Tutino, Gioacchino De
Padova e Filippo Bianchi - "esaminato il progetto
[Traiettorie] nel suo insieme, non lo ha ritenuto [...]
rispondente ai criteri di qualità di cui all'art. 5
del D.M. 9 novembre 2007".
Su un totale di 359 istituzioni sovvenzionate (nel 2010 sono
state 348), per un importo complessivo di 57.051.548 (in
aumento rispetto ai 54.694.690 del 2010), i contributi erogati
a favore di strutture che operano nell'ambito della musica contemporanea
sono quasi del tutto inesistenti. Fa eccezione la Fondazione
La Biennale di Venezia che per l'anno 2011 ha ricevuto un
contributo di 574.730 (in aumento rispetto ai 551.690 euro del
2010).
Meno dell'1,5% dell'importo complessivo è stato destinato
alla musica contemporanea.
Poiché il Decreto Ministeriale del 9-11-2007 che regola
la concessione dei contributi prescrive di "favorire
la qualità artistica e il costante rinnovamento dell'offerta
musicale italiana promuovendo l'innovazione nella programmazione
anche attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie e sostenendo vari
linguaggi musicali, propri di ambiti e culture diverse con particolare
attenzione alla contemporaneità", di "promuovere
nella produzione musicale la qualità, l'innovazione, la
ricerca, la sperimentazione di nuove tecniche e nuovi stili, anche
favorendo il ricambio generazionale", di "agevolare
le committenza di nuove opere e la valorizzazione del repertorio
contemporaneo italiano ed europeo", nonché di
favorire la coproduzione con organismi internazionali, i nobili
obiettivi che il medesimo decreto si pone risultano essere stati,
per l'ennesima volta, del tutto disattesi.
La stragrande maggioranza delle iniziative che la Commissione
Musica ha scelto di sostenere - estranee a qualsivoglia linguaggio
di natura contemporanea, molto spesso selezionate senza oggettive
valutazioni di natura qualitativa e spesso prive di un respiro
di valenza europea - sono il riflesso tangibile dell'inadeguatezza
e dell'inadempienza della Commissione rispetto alle linee programmatiche
ministeriali.
La rassegna Traiettorie, che nel campo della musica contemporanea
di ricerca da sempre persegue con coerenza e rigore obiettivi
culturali di alto profilo e di livello europeo, continuerà
a non ricevere il doveroso sostegno da parte del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali.
L'esclusione assume un significato ancora più grave e
paradossale se si considera che nel 2011 Traiettorie è
stata insignita del XXX Premio della critica musicale "Franco
Abbiati" come migliore iniziativa per i meriti acquisiti
durante i vent'anni della sua attività nella diffusione
del linguaggio musicale del nostro tempo. Istituito dall'Associazione
Italiana Critici Musicali, il premio è il più prestigioso
riconoscimento assegnato ogni anno in Italia, nel campo della
musica, alle migliori manifestazioni e ai migliori protagonisti
della scena nazionale. Così recita il verbale di assegnazione
del premio: "Nata con intendimenti di ricerca sul suono
sostenuti dall'incoraggiamento di Luigi Nono e di Claudio Abbado,
la Rassegna ha girato felicemente la boa dei vent'anni con un'immagine
progressivamente rafforzata grazie all'impegno mostrato nel seguire
la produzione dei nuovi compositori, con esecuzioni sempre contrassegnate
da un segno stilistico di indubbio rilievo."
Poiché riteniamo inaccettabile e offensiva l'esclusione
della Fondazione Prometeo dalle istituzioni musicali sovvenzionate
dal Ministero, la nostra fondazione si adopererà con tutti
i mezzi a disposizione nel fare ricorso al Presidente della Repubblica.
Parallelamente, attraverso i nostri canali informativi verrà
data ampia diffusione della comunicazione ministeriale, affinché
in Europa tutti possano venire a conoscenza di questa deriva culturale
e comprendere le gravi e oggettive responsabilità che questa
Commissione, con il suo operato, ha nei riguardi di una delle
principali rassegne italiane di musica moderna e contemporanea.
Tutti gli artisti che hanno partecipato alle ultime edizioni della
rassegna Traiettorie, fra i quali Klangforum Wien, Arditti
Quartet, Ensemble Recherche, Neue Vocalsolisten, Accroche Note,
Ensemble Court-circuit, Ensemble Sillages, Österreichisches Ensemble
für Neue Musik, Divertimento Ensemble, MDI Ensemble, Ex Novo
Ensemble, Andrea Lucchesini, Irvine Arditti, Hae-Sun Kang, Nicolas
Hodges, Pascal Gallois, Rohan De Saram, Garth Knox e altri,
poiché la loro presenza è stata tale da non soddisfare
i criteri di qualità della Commissione medesima, saranno
adeguatamente informati.
Le scelte della Commissione Musica testimoniano che nel nostro
paese, al di là della propaganda, non è esistita
alcuna volontà politica né un progetto culturale
finalizzati allo sviluppo della musica del nostro tempo, i cui
elementi di innovazione, sperimentazione e ricerca sono essenziali
per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della musica e le
nuove generazioni di musicisti. In verità, tutto ciò
che risulta estraneo alle forme di intrattenimento più
banale e alla musica di consumo viene semplicemente ignorato.
Ma se tutto questo è comprensibile per dei soggetti privati
che finalizzano al profitto la loro operatività, non lo
è affatto per uno Stato, che attraverso le proprie strutture
e funzioni operative ha l'obbligo di tutelare e investire nella
musica d'arte e di ricerca, a maggior ragione nelle forme linguisticamente
più avanzate.
Questo è quanto accade nella stragrande maggioranza dei
paesi civili, ma non in Italia. E tutto questo anche grazie alle
scelte fatte da parte di una Commissione Musica, che con il suo
agire ha la responsabilità di rendere ancora più
profondo il solco delle differenze fra l'Italia e il resto dell'Europa.
Nell'augurarci che questo nuovo vento che si è
levato in Italia interessi in qualche modo anche la cultura musicale
del nostro paese, facciamo appello al Ministro per i Beni e le
Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi, affinché
intervenga con urgenza per mettere la parola fine a questa triste
storia italiana.
È possibile consultare l'elenco delle iniziative
selezionate dalla Commissione Consultiva Musica per il 2011
nel documento diffuso dal Ministero.